Bucarest biancorossa

8 maggio 2012

Quasi 20mila tifosi spagnoli coloreranno di biancorosso domani sera lo stadio National di Bucarest, teatro della finale di Europa League. Atletico Madrid-Athletic Bilbao è molto più di una finale, tanto e fascino e prestigio non si vedevano da quella del 2004, vinta dal Valencia di Benitez sul Marsiglia di Drogba e Barthez.

Sfide nella sfida, quelle tra i due allenatori Simeone e Bielsa e tra i due goleador, Falcao (33 gol stagionali,  23 inLiga e 10 in Europa League) e Fernando Llorente (29 in stagione, 17 in Liga, 7 in E.L. e 5 in Coppa del Re). Il Cholo ha già vinto la Uefa da giocatore con l’Inter nel ’98 a a Parigi contro la Lazio ed è stato giocatore di Bielsa nell’Argentina ai Mondiali 2002, iniziati con grandi aspettative e chiusi con una clamorosa eliminazione al primo turno. Per il Loco è la prima finale in una competizione europea, 20 anni dopo quella di Libertadores persa dal suo magnifico Newell’s ai rigori contro il San Paolo. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Bielsa, notte da leoni

19 aprile 2012

L’anno scorso tre portoghesi e una spagnola, quest’anno tre spagnole e una portoghese. L’Europa League rimane una questione tutta loro, anche se con proporzioni e numeri ribaltati. Stasera non ci sarà bisogno di scaldare l’atmosfera nè al “Calderòn” di Madrid  nè al “José Alvalade” di Lisbona.

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di Massimo Callegari

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Il campo di battaglia del Barça

29 marzo 2012

E’ molto più di una lamentela quella del Barcellona sulle condizioni del prato del “Meazza“. E’ una battaglia ideologica per un calcio in cui la tecnica e il palleggio prevalgano su ogni altro aspetto. Già sette mesi fa, nella riunione degli allenatori convocata dalla Uefa, Pep Guardiola aveva chiesto espressamente che venisse stabilito uno “standard della manutenzione dei terreni di gioco” da seguire e applicare in tutta Europa. Alcuni, come Sir Alex Ferguson, avevano appoggiato la richiesta e altri, capeggiati dal valenciano Unai Emery, si erano opposti, forse perché consapevoli che un erba irregolare può limitare la strapotenza del Barcellona. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Il ritorno di Carlitos

22 marzo 2012

Il ritorno dopo il letargo. Esattamente sei mesi dopo la sua ultima presenza in campo con il City, dopo un lunghissimo autunno-inverno, Carlos Tevez è tornato. E la sua primavera promette di essere dolcissima. Il 21 settembre 2011, primo giorno d’autunno, aveva giocato in Carling Cup contro il Birmingham. Poi la lite e il gran rifiuto dell’Allianz Arena, l’esilio forzato, le multe, la foto di Rio con Galliani e il suo procuratore, l’opposizione feroce degli sceicchi alla sua cessione, il graduale reintegro in rosa, il ritorno in campo con le riserve. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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L’evoluzione del pensiero di Bielsa

17 marzo 2012

“Il calcio è movimento”. Non poteva esserci frase più esemplare da parte di Marcelo Bielsa per esprimere la sua visione dello sport cui negli ultimi anni ha dato un contributo filosofico fondamentale, sulle panchine di Cile e Athletic Bilbao. Già, perché il pensiero calcistico del “Loco” non è quello di un’integralista ma è in costante movimento. E al di là di exploit stravaganti (come il cuoco messo in giardino a provare gli schemi del 3-3-1-3), la sua carriera lo dimostra  chiaramente. Attenzione: “movimento”, da intendere non come “cambiamento” ma come “costante evoluzione” delle idee e della loro applicazione. In cosa consiste nello specifico l’evoluzione del pensiero di Bielsa? Innanzitutto nell’applicazione meno maniacale e più elastica delle sue idee. Per intenderci: la nazionale argentina del Mondiale 2002 rimane tra le più forti dell’era post Maradona, ma con Bielsa in panchina venne eliminata addirittura dopo la prima fase, con il c.t. a intestardirsi su esperimenti tattici, l’impossibile convivenza tra Aimar e Ortega e l’estenuante dualismo Batistuta-Crespo . Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Napoli, yes you can

18 febbraio 2012

Il weekend di Serie A ed FA Cup con vista sulla Champions ha rafforzato le convinzioni di Mazzarri e del Napoli: contro i Blues, si può fare. Ecco perché.

15 ore dopo l’abbagliante Napoli del “Franchi”, André Villas Boas non ha avuto dal suo Chelsea la risposta che sperava: e le nubi sulla sua panchina non si sono diradate. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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MESSI, UN RECORD TIRA L’ALTRO

15 febbraio 2012

Messi No Limits. In Germania, il 27 settembre 2006, aveva segnato il suo primo gol europeo lontano dal Camp Nou, a Brema. Cinque anni e mezzo dopo, alla Bayarena di Leverkusen, Leo Messi ha creato altri gioielli unici per la “Messiteca”, la galleria delle sue prodezze. E’ tornato a incantare e a segnare, dopo un periodo di appannamento (1 gol nelle ultime 6 partite) come non gli accadeva da aprile 2010.

A Leverkusen Messi ha fatto un altro passo nella storia, scolpita da gol, assist e numeri da favola. Quello del 3-1, voluto e ottenuto resistendo alle cariche del gigante tedesco Reinartz sin da centrocampo, è il218° gol di Messi con la maglia del Barcellona, solo 17 in meno del primatista assoluto del club, César Rodriguez. L’argentino, prima o poi, lo batterà, in un tempo comunque inferiore (7/8 anni contro i 13 dell’attuale primatista) e in un calcio molto più probante e competitivo di quello degli anni ’40 e ’50, in cui giocava e segnava César Rodriguez. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Capello perde la Corona

9 febbraio 2012

Fabio Capello, quello che iniziò la sua carriera da allenatore del Milan con portamento napoleonico “sul suo cavallo bianco” (cit G. Bovolenta, Gazzetta dello Sport), lascia l’Inghilterra la notte dopo l’annuncio del suo addio. Un addio di fronte alle telecamere stavolta, e non nel buio della notte come quando lasciò Roma per Torino (con la “Mazda” aziendale, dicono nella Capitale, ma questa è un’altra storia…). A Londra era arrivato con le stimmate del vincente, ” A Winner” con la W maiuscola. Ma se ne va in anticipo, prima della fine di una storia che ha solo “losers”, cioè sconfitti. Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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Webb, il vero colpevole

24 gennaio 2012

Dalla finale mondiale 2010, quella in cui permise all’Olanda di menare senza limiti i palleggiatori spagnoli, Howard Webb non si è più ripreso. Doveva essere la sua consacrazione e invece è stato l’inizio di una parabola discendente che ha raggiunto il momento più basso nell’ultimo Balotelli-Gate. Chiamato a deporre dalla Football Association, l’arbitro inglese ha dichiarato di non aver visto il contatto tra l’attaccante del City e Scott Parker, che potrebbe costare 4 giornate di squalifica a Turbo Mario. Preceduto dalla sua reputazione, Balotelli si sta ”guadagnando” l’ennesimo assalto mediatico di tabloid e giornali inglesi. Che però lo stanno usando come scudo per coprire la condotta più che discutibile del loro arbitro più prestigioso. 

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di Massimo Callegari

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Maiorca come Kiev, le folli remuntade di Mou

16 gennaio 2012

Ancora non sappiamo se quella di Maiorca sarà una tappa cruciale nella cavalcata verso la Liga del Real Madrid. Sicuramente, però, è un’altra rimonta da ricordare nella carriera di José Mourinho sulle panchine di Porto, Chelsea, Inter e ora Real. E fra tutte, è la più simile a quella del 4 novembre 2009 a Kiev, che segnò la prima svolta dell’Inter in Champions.

Sabato, dopo un primo tempo di calcio “feo y aburrido”, brutto e noioso, il Real perdeva con merito 1-0 sul campo del Maiorca, 15 posizioni e 24 in punti in meno in classifica nella Liga. A quel punto, Mou  ha shakerato la squadra: una scossa tattica e psicologica per i suoi giocatori, paralizzati tra l’ipotesi di fuga nella Liga e il Clasico incombente di Coppa del Re.  Leggi il seguito »

di Massimo Callegari

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